Dichiarazione Universale dei
Diritti Umani

INTRODUZIONE

Il 24 ottobre 1945, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, nacquero le Nazioni Unite come organizzazione intergovernativa per il salvataggio delle generazioni future dalla devastazione di un conflitto internazionale.

Rappresentanti delle Nazioni Unite da tutte le regioni del mondo adottano formalmente la Dichiarazione Universale per i Diritti Umani il 10 Dicembre 1948.

Lo Statuto delle Nazioni Unite fondò sei enti principali, tra cui l’Assemblea Generale, il Consiglio di Sicurezza, la Corte Internazionale di Giustizia e, in relazione ai diritti umani, un Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC).

Lo Statuto delle Nazioni Unite affidò a ECOSOC il compito di istituire “commissioni nel campo economico e sociale per la promozione dei diritti umani...” Tra queste c’era la Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite che, sotto la presidenza di Eleanor Roosevelt, si occupò della creazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

La Dichiarazione fu redatta dai rappresentanti di tutte le aree del mondo ed includeva tutte le usanze legali. Adottata formalmente dalle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, è il documento sui diritti umani più universale che esista e delinea i diritti fondamentali che formano le basi per una società democratica.

A seguito di questo atto storico, l’Assemblea fece appello a tutti gli stati membri di divulgare il testo della Dichiarazione “affinché venga disseminata, esposta, letta e spiegata principalmente nelle scuole ed in altre istituzioni educative, senza distinzione basata sulla posizione politica dei paesi o dei territori”.

La Dichiarazione è un documento concreto che è ora stato accettato come contratto tra un governo e la sua gente in tutto il mondo. Secondo il Libro del Guinness dei Primati Mondiali, è il documento più tradotto nel mondo.

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